13/07/2015

3 ERRORI DA EVITARE NEL MOMENTO DELLE DIMISSIONI DALL'OSPEDALE

UN TUO CARO è IN OSPEDALE e PRESTO LO DIMETTERANNO??? 
NON FARTI TROVARE IMPREPARATO!

Presentiamo 3 errori da evitare in modo da affrontare correttamente le dimissioni dall'ospedale di un proprio caro.
Solitamente non viene preso tutto in considerazione e ci sono sempre delle dimenticanze date anche dalla situazione fortemente stressante causata dall'uscita dall'ospedale della persona malata. Questo genera spesso frustrazioni, ulteriore stress e ritardi nella cura.


1- ti manca ciò che ti serve per accogliere il tuo caro a casa.

E' fondamentale informarsi anticipatamente per essere sicuro di avere a disposizione tutto il necessario per la persona dimessa (carrozzina, deambulatore, pannoloni, letto, ecc).

2: pensare di non avere bisogno di nessuno (operatore per l'igiene, fisioterapia...)

A volte è necessaria una badante, una OSS, o un infermiere in base alle patologie e a alle problematiche della persona (flebo, medicazioni, catetere...). Raccogli tutte le informazioni necessarie per essere tranquilla di sapere quello che vuoi. Informati anche tramite i medici, l'ASL e gli assistenti sociali.

3- aspettare l'ultimo momento e cominciare a preparare la casa e l'assistenza domestica solo quando sei a conoscenza della data dell'uscita! 

Anche se non conosci ancora la data di dimissione comunque non aspettare!  Te lo diranno all'ultimo momento, senza preavviso... e rischi di trovarti senza aiuto o peggio ancora a dovere fare tutto di fretta! Comincia a cercare la persona che ti serve anticipatamente in modo da non arrivare all'ultimo momento ed accettare chiunque sia disponibile ma magari non qualificata e referenziata. Se la ricerca si inizia prima è possibile fare con calma le selezioni e bloccare la persona fino al momento in cui avrete la data sicura della dimissione.

Spero che questi pochi consigli ti aiuteranno ad essere più tranquillo per affrontare questo difficile passaggio.

Daniela

07/07/2015

Nuovi voucher regole e contratti

Per i privati (famiglie), chi sono i lavoratori domestici? Quale sono le tipologie di contratti?

Sono "lavoratori domestici" cioè coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc..

Le regole di assunzione di lavoratore domestico sono qualche volta un problema per le famiglie. Meno male comunque sono abbastanza chiare. Rimane solo un po' di confusione tra lavoro dipendente e lavoro occasionale.

LAVORO DIPENDENTE

 

Per quanto riguarda i contributi versati il datore di lavoro può dedurre del reddito fino a un limite di 1549,37 € . Si può anche detrarre il 19 per cento sul costo dell'assistenza a persona non autosufficiente, se il reddito del datore di lavoro non supera 40.000 euro all'anno. La detrazione effettiva non va oltre 399 euro in pratica.

LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO

Per quanto riguarda i voucher è stato aumentato il costo massimo da 5 a 7 mila euro all'anno per le prestazioni occasionali. Però questo potrebbe aumentare il lavoro nero perché su quel voucher se non si pagano ferie, tredicesima e TFR e c'è il rischio di denuncia di contenzioso di lavoratori domestici.
Probabilmente la norma sul lavoro cambierà con limiti temporali e importi nel futuro.


La disciplina del lavoro occasionale accessorio si applica infine a prestazioni meramente occasionali non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo, i cui compensi sono del tutto esenti ai fini fiscali e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato.
Per tali prestazioni il D.Lgs 276/03 ha previsto un meccanismo di tutela assicurativa e previdenziale del tutto innovativo, grazie al sistema dei c.d. buoni lavoro o vouchers.

Come fare prestazioni occasionali con i Buoni Lavoro (Voucher INPS)?

Qui troverai una guida che ti spiega come attivare i voucher acquistati dai tabaccai.


02/07/2015

LA MIA BADANTE E' RIMASTA INCINTA: ED ORA?

La badante/colf annuncia la sua gravidanza alla famiglia: ed ora che fare?


Quando la lavoratrice domestica è in gravidanza scattano le garanzie a tutela della maternità.

E' vietato che le donne lavorino:
  •  durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
  •  per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
  •  durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

Durante il periodo di astensione obbligatoria previsto dalla legge la lavoratrice ha diritto a conservare il posto di lavoro, all’astensione dal lavoro e ad una indennità sostitutiva della retribuzione.

Durante il periodo di assenza obbligatoria la lavoratrice ha diritto all'indennità di maternità pagata dall'Inps, pari all'80 % del salario convenzionale sul quale sono versati i contributi orari. Nel calcolo dell'indennità sono considerati solo i periodi di lavoro svolti come lavoratrice domestica.

E quando la badante è in maternità la famiglia come fa ad occuparsi della casa e dell'assistito da sola? NESSUN PROBLEMA! Come in caso di malattia, l'agenzia provvederà ad assicurarvi una sostituta per il periodo in cui vi serve.


Per maggiori informazioni: contattaci!


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