28/09/2015

Quali spese della badante sono detraibili?

ONERI DEDUCIBILI SUI CONTRIBUTI INPS:

Il Datore di lavoro può detrarre dal proprio reddito i contributi a suo carico, pagati nell'anno
solare, entro il limite massimo di €  1.549,37 annui.

INFORMAZIONE SULLE DETRAZIONI FISCALI PER L'ASSISTENZA A PERSONA NON-AUTOSUFFICIENTE:

Le istruzioni alla compilazione della dichiarazione dei redditi riconoscono come detraibili le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Sono considerate non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana le persone che non sono in grado, per esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti. Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa.

Per poter fruire della detrazione, lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. La detrazione per le spese di assistenza non spetta, dunque, quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

Il contribuente può fruire della detrazione, fino a un importo massimo di 2.100 euro, solo se il reddito complessivo non supera i 40.000,00 euro.

Si precisa che:

- se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nel caso in cui chi sostiene la spesa vuole fruire della detrazione, la fattura dovrà essere intestata a chi sostiene la spesa e vuole fruire della detrazione e nella fattura dovranno inoltre essere indicati anche gliestremi anagrafici e il codice fiscale del beneficiario della prestazione;

- se più familiari hanno sostenuto spese per assistere lo stessofamiliare, il limite massimo di 2.100,00 euro deve essere ripartitotra coloro che hanno sostenuto la spesa;

- la detrazione può spettare anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente non a carico.
Per magiori informazioni: contattaci! 

22/09/2015

La tua badante non ce la fa più!? Come rimediare.

Hai provato tutto: darle più soldi, comprarle gli yogurt BIO... non c'è niente da fare: il carino sorriso si è trasformato in una faccia all"arrabiata" e ti scontri anche con le parole...

Non vederci niente di personale... però se hai scelto la badante un mese fa e che oggi ti ritrovi in una situazione "caotica", potrebbe essere dovuto ad un "calo" di impegno post- periodo di prova... oppure che hai messo una persona "sbagliata" al posto "sbagliato"....


Allora come fare per ridare l'impegno necessario alla persona che si occupa dei tuoi cari?

1. Prima cosa, valuta se il "problema" sia la persona stessa che è cambiata oppure se è la situazione che è "cambiata".Quindi fai un'attimo la tua indagine con domande aperte per sapere "se c'è qualcosa che non va"

2. Potrebbe essere che il morale della tua badante sia "giù" per problemi personali... Non è raro infatti che le problemi personali vengano a "rovinare" i rapporti di lavoro.

3. Hai controllato che la badante mangi e dormi bene? Magari te lo direbbe però comunque una riduzione delle ore di sonno puo creare nelle persone maggiore nervosismo e stress.

4. Potresti scoprire che la persona che avevi scelta perchè SEMBRAVA meravigliosa ma è solo una "facciata" e che in realtà erà soltanto un "arrogante incapace" in tutti i suoi precedenti lavori.

5. Stai dando lo "stimolo" necessario per aiutare e motivare la persona che lavora "in condizione" alle volte difficili? Dai una mano con qualche complimento e feedback regolari.

6. Stai chiedendo molto, molto molto... alla tua badante è letteralmente "distrutata"? Falle fare un po' di vacanze, vedrai che poi torna di nuovo "quella di prima"...

Niente di tutto questo funziona... allora forse dovresti pensare a cambiarla! ;-)

18/09/2015

Badante per anziani, perchè è la soluzione giusta per te !?

Se una persona cerca su internet o sul giornale informazioni sulle badanti quasi sicuramente troverà racconti negativi di badanti che rubano, scappano, maltrattano l'anziano, che hanno mariti o connazionali delinquenti.

A volte alcune clienti mi dicono, durante la ricerca, che preferiscono non chiamarla “badante” ma persona, governante, assistente: badante è considerato spesso un termine svalorizzante e dispregiativo. Effettivamente il termine corretto sarebbe quello di “assistente familiare” ma questo non vuol dire che badante sia da considerare in senso negativo.

Comunque la si voglia chiamare, resta una lavoratrice, e in alcuni casi un lavoratore, che opera presso il domicilio della persona anziana, solitamente fragile, malata o non autosufficiente, per prestarle un servizio personalizzato di cura, di compagnia e di sorveglianza, così come richiesto dalla famiglia dell'assistito.
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La Badante entra in famiglia per espletare quei compiti di accudimento dell’anziano che una volta erano naturalmente svolti dai membri della famiglia e sostenuti quasi esclusivamente dalle donne di casa: moglie, figlia, sorella, nipote, nuora. I profondi cambiamenti sociali a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, con le loro importanti ricadute sull'organizzazione familiare e al progressivo allungamento della vita media, sollecitano una sempre più crescente domanda di nuovi servizi a supporto dell’invecchiamento sereno.

Ovviamente fondamentale diventa quindi la ricerca di una brava Badante che sappia rispondere ai bisogni di cura del genitore che invecchia, rispettandone allo stesso tempo la personalità, le abitudini e le attenzioni per il benessere. Gli anziani, lo sappiamo, non sono tutti uguali e per questa ragione è molto importante che la Badante adegui l'esercizio delle funzioni di assistenza all'unicità del proprio assistito e della sua rete familiare.

Le Badanti ci capita di osservarle al parco o mentre camminano con l'anziano sotto braccio o ancora il pomeriggio sedute sulle panchine a chiacchierare con le loro colleghe spesso connazionali. Ma il più delle volte le troviamo nelle nostre case a prendersi cura di un nostro genitore, zio o nonno.
Quello che spesso ci dimentichiamo e che invece dobbiamo sempre tenere a mente è l'importanza che ha avuto negli ultimi anni, sta avendo ed avrà in futuro questa professione. Essa ci ha salvato dal crollo e dalle problematiche che avrebbe avuto il sistema sanitario non pronto a queste conseguenze dovute all'allungamento della vita e al progresso della medicina che ha portato ad aumenti nelle guarigioni ed una diminuzione di decessi.

Altra cosa basilare di cui tenere conto è l'unicità, non solo dell'anziano da assistere, ma anche e soprattutto l'unicità, la personalità e la storia di vita della badante. Più di qualsiasi altra professione, essa è oggetto di stereotipi e pregiudizi che portano a considerare la categoria “badante” come un insieme di persone-elementi tutti uguali tra di loro, con le stesse caratteristiche e soprattutto con gli stessi difetti. In realtà, ovviamente, non è assolutamente così. Si tratta di donne spesso dell'est-europa o sud-americane, con in comune solo il motivo della loro migrazione in Italia: la povertà, la guerra, la disoccupazione nel loro paese di origine.

Spesso viene ignorato il passato di queste donne: sono donne con famiglia che sono venute in Italia per pagare gli studi ai propri figli rimasti nel loro paese, per garantirgli un futuro migliore; a volte sono donne separate, sole, che sono partite perché non riuscivano a sopravvivere nonostante una laurea nel loro paese che in Italia è considerata zero e che quindi le vede costrette a fare un lavoro diverso rispetto a quello per cui hanno studiato.
Spesso sono accomunate da questo velo di nostalgia, tristezza, solitudine,che nascondono dietro un apparente ma non veritiero carattere forte, arroganza e autorevolezza.
Spesso ci dimentichiamo quanto possa essere difficile prendersi cura di una persona 24 h su 24; di una persona che non è un tuo parente o amico, quindi con cui almeno inizialmente non vi è un rapporto affettivo o di sangue. Bisogna lavare l'anziano, preparagli da mangiare, imboccarlo, occuparsi della casa, cercare di andare d'accordo con i parenti e con il “caratteraccio” dell'anziano. È un lavoro molto complesso che solo poche persone che hanno passione, motivazione e pazienza possono fare.

Secondo me dovremmo tutti quanti, noi come agenzia in primis, cominciare ad empatizzare di più con le badanti, cercare di comprenderle maggiormente, apprezzare veramente quello che queste persone fanno.

La Badante affiancandosi alla famiglia, e in alcuni casi anche sostituendosi ad essa, mette in campo un insieme di competenze professionali in grado di dialogare a tutto tondo sia con la rete dei familiari che con la persona assistita. Consentono, quindi, alla famiglia di essere rasserenata rispetto alla relazione di aiuto quotidiano rivolta al proprio congiunto e alla qualità della vita che ne consegue e aggiornata sull’evolversi dello stato di salute fisica e psicologica del proprio familiare. All'assistito permettono invece di prolungare la residenza nella propria abitazione e la vicinanza agli affetti, di custodire le abitudini di vita, osservare le prescrizioni mediche; preservare l’autonomia e stimolare le capacità residue; ravvivare le relazioni familiari e sociali; rispondere al desiderio di compagnia e al bisogno di sorveglianza nei momenti di solitudine o di difficoltà.
Nell’occuparsi del benessere fisico ed emotivo dell'anziano la Badante provvede anche al suo decoro, alla tenuta dell’ambiente di vita e alla gestione delle piccole commissioni funzionali al ménage quotidiano.

La Badante intrattiene con l'anziano e i suoi familiari una relazione di ascolto e di reciproca fiducia, rispettosa dello stile di vita e delle regole osservate dallo stesso contesto di riferimento.
Nell’arco della giornata la Badante opera prevalentemente da sola e in autonomia, tranne quando deve rapportarsi con eventuali altri servizi del territorio che intervengono nel progetto di cura della persona anziana.
Sicuramente ci sono badanti che fanno questo mestiere senza serietà, motivazione e professionalità. Spesso queste persone vanno a svalorizzare anche tutte le altre che invece ci mettono il cuore e l'anima in tutto ciò che fanno. E' grazie a loro che noi possiamo permetterci di lasciare i nostri cari nelle loro casa sapendo che sono al sicuro, grazie alle badanti presenti giorno e notte.
Questo non significa che sia semplice trovare la badante giusta. Anzi, al contrario, è molto complicato e spesso richiede molto tempo. Oltre alle competenze, bisogna valutare i valori della persona, il suo passato, la compatibilità di carattere.

Sarebbe bello, però, poter trovare un giorno non solo testimonianze negative ma anche e soprattutto quelle positive, e ce ne sono davvero tante perchè i nostri clienti ce lo rivelano quotidianamente. Sarebbe bello, insomma, se ci fosse più gratificazione e apprezzamento nei confronti di coloro che svolgono un lavoro che noi, il più delle volte, spesso senza volerlo ammetterlo, non saremmo nè in grado né disposti a fare.

15/09/2015

5 fattori sul benessere e la salute mentale

Un "invecchiamento di successo" richiede uno stile di vita con la promozione della buona salute e il mantenimento di una vita sociale. Un rapporto francese mostra che un "invecchiamento di successo", ha anche una importante dimensione psicologica.


Cinque fattori hanno un effetto positivo sul benessere e la salute mentale che può aiutare gli anziani a mantenere e ottimizzare la loro autonomia:

  1 
Mantenere una sana autostima
  2 
Mantenere un'identità positiva
  3 
Lottare contro l'isolamento e la solitudine
  4 
Mantenere il controllo sulla sua vita
  5 
Essere in grado di adattarsi
le chiavi di invecchiamento di successo potrebbe dunque essere riassunta ome:

   -
Mantenere un soddisfacente grado di autonomia
   -
Mantenere il controllo e la responsabilità su ogni evento
   -
Avere una buona capacità di addatamento

   - Mantenere relazioni sociali di qualità
   -
Rimanersi impegnati nella società
   -
Avere un reddito sufficiente (il comfort finanziario facilita il necessario adattamento ai cambiamenti legati all'età)
   -
Dare un senso alla propria vita
Le raccomandazioni del rapporto "La salute mentale e il benessere degli anziani"
Sulla base di questi risultati e analisi, il Ladoucette Olivier Dottore elenca le seguenti raccomandazioni nella sua relazione:

   -
Cambiare l'immagine della vecchiaia 

   - Promuovere la creazione di corsi di sviluppo personale per preparare bene a vivere la sua terza età
   -
Incoraggiare lo sviluppo della spiritualità negli anziani
   -
Creare un Ministero intergenerazionale.
Al livello nazionale queste misure richiederebbero un piano che miri a fornire le chiavi per un "invecchiamento di successo", sia in termini di salute individuale come le relazioni sociali, valorizzando l'organizzazione e l'attuazione di adeguate azioni preventive.

04/09/2015

10 UTILI CONSIGLI PER VIVERE AL MEGLIO LA RICERCA DELLA BADANTE


Quando un proprio caro invecchia e la sua salute comincia a diventare precaria, le famiglie sono di fronte a una serie di decisioni difficili da prendere: è sicuro per la nonna continuare a guidare? E' il caso che il papà continui a vivere da solo? Sarebbe meglio se la mamma si trasferisse in una casa di cura o se si assumesse una badante a casa?

Secondo un recente sondaggio effettuato nel Regno Unito, trovare la situazione assistenziale ideale per un membro della famiglia anziano è più stressante che divorziare, sposarsi, comprare una nuova casa, scegliere i servizi per i propri figli.

Centinaia di persone sono state intervistate dalla Commissione Qualità della Cura (CQC), un regolatore indipendente di assistenza sanitaria e sociale in Inghilterra. È emerso che l'84% degli intervistati ritiene che trovare la cura per un parente anziano sia "molto" o "abbastanza" stressante.

"Mi sentivo come se, per tutto il tempo, fossi in lotta contro gli incendi. Ci sono stati tanti problemi pratici da dover risolvere vivendo centinaia di miglia di distanza", dice Naomi, un caregiver della generazione sandwich.
Il padre di Naomi ha iniziato ad avere problemi di memoria significativi nel 2010 e la sua famiglia ha dovuto affrontare la situazione chiedendosi quale fosse la decisone migliore da prendere per far sì che lui stesse bene. Nonostante l'aiuto del marito, ha dovuto saltare molte ore di lavoro per trovare la giusta assistenza per il padre. "Ha esaurito la mia vita per un anno e mezzo e mi sento così in colpa per l'impatto che ha avuto sui miei figli e sul rapporto con mio marito." dice.
 
Quando la salute di un familiare amato deteriora improvvisamente, i caregivers si sentono spesso come se il loro mondo sia stato capovolto. Trovare la migliore cura per un proprio caro anziano a volte può sembrare un compito impossibile.

In queste situazioni, è utile cercare consiglio da altre persone che hanno vissuto la stessa esperienza.  

Un recente sondaggio condotto da AgingCare.com, un gruppo di supporto online per assistenti familiari, ha indicato alcuni semplici consigli offerti da caregivers veterani su cosa tenere a mente durante la ricerca di una badante per una persona cara. 

Ecco i loro 10 consigli:
  1. Non aspettare!”

  2. “Consultati e chiedi consigli”

  3. “Sii preciso e realistico su quello che desideri e di cui hai bisogno”

  4. “Prenditi tempo per trovare qualcuno e sii pronto a conoscere diverse persone prima di trovare quella giusta”

  5. “Fidati del tuo istinto e non avere paura di dire di no se qualcuno non ti sembra adatto o pronto”

  6. "Metti le tue aspettative per iscritto così tutti siete sulla stessa linea."

  7. “Trova qualcuno che sia capace di fare tutto ciò che serve per prendersi cura del tuo caro”

  8. “Riconosci che non sarà lo stesso di curarlo te in prima persona. Gestisci le tue aspettative; cerca qualcuno di genuino e premuroso anche se dovrai passare per 2 o 3 altre persone prima di trovarlo”

  9. “La cosa più importante è assicurarsi che l'assistente abbia a cuore la persona a te cara. Tutto il resto può essere insegnato”

  10. “Sii paziente. Il tuo caro, inizialmente, può considerare la badante come un'invasore del suo territorio; ma col tempo, anziano e assistente possono diventare ottimi amici/compagni!”

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