30/12/2015

Aumenti contrattuali e scatti anzianità, come funzionano?

Il Ccnl degli addetti ai servizi domestici è un contratto che prevede aumenti automatici dei minimi contrattuali, ossia degli importi che individuano la retribuzione minima e invalicabile da corrispondere al lavoratore in base al tipo di mansione.


L’art. 37, prevede infatti che le retribuzioni minime contrattuali e i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio, siano aggiornati annualmente, secondo le variazioni del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dall’Istat al 30 novembre di ogni anno, in misura minima pari all'80% per quanto concerne le retribuzioni minime contrattuali e in misura pari al 100% per i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio.

A tale scopo, la Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo, si riunisce annualmente per provvedere a calcolare gli aumenti, e pubblicare le nuove tabelle retributive, che saranno valide, salvo diverso accordo tra le parti, a partire dal 1 gennaio dell’anno di riferimento.

Ogni anno, dunque il datore di lavoro è obbligato ad applicare annualmente gli aumenti
concordati in quella sede dalle organizzazioni sindacali e datoriali, “aggiornando” la retribuzione ai nuovi importi, che vengono resi noti con apposite tabelle.

L'agenzia che effettua la gestione amministrativa aggiornerà il programma di generazione cedolini  con i stipendi basi saranno nuovi. 


Scatti di anzianità

Agli aumenti dei minimi si aggiungono, poi, gli scatti di anzianità previsti dall’art. 36 del Ccnl, pari al 4% della retribuzione minima contrattuale, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro, fino ad un massimo di 7.

Oltre dunque all’adeguamento annuale della retribuzione, ogni due anni di servizio, il datore di lavoro deve corrispondere un vero e proprio aumento, legato all’anzianità di servizio maturata presso lo stesso datore di lavoro, questo sarà aggiunto sulla busta paga gestita dall'agenzia o dal CAF.

Utilizza il calcolatore ONLINE:




Scarica il CCNL Lavoro Domestico in PDF
(Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico) :

16/12/2015

Come va il rapporto con la badante?

Alcune volte può succedere che i rapporti tra le famiglie e i collaboratori non vadano bene per vari motivi. Il fondamento di un sereno rapporto è il dialogo, da entrambe le parti se c'è un problema si discute in modo pacifico ascoltandosi l'uno con l'altro.



Perchè nascono dei problemi?


  • Ognuno di noi ha un carattere, chi più e chi meno forte ma l'importante è che non si verifichi che il più forte sovrasti il più debole. 
  • Una delle cose più importanti è il rispetto delle regole sia da parte delle collaboratrici che in alcuni casi per esempio pretendono ferie retribuite o orari troppo scomodi per le famiglie.

Nel caso in cui il rapporto si "sgretola", come comportarsi ?

In questi casi è importante che i datori di lavoro richiamino sin da subito l'attenzione su questi particolari che nel tempo, se permessi, si riveleranno un vero e proprio costrizione ad adeguarsi alle “nuove” regole delle collaboratrici tal volte suggerite da conoscenti o da fonti non sicure.



Per magiori informazioni: contattaci!

La perfezione non esiste!

Dall'altra parte anche le famiglie, a volte, pretendono molto o addirittura più del dovuto dalle collaboratrici, che nella maggior parte dei casi protestano. In entrambe le situazioni le proteste non devono essere viste come degli affronti o minacce, bisogna solo tentare di trovare un equilibrio e una sintonia tra le parti tenendo presente che ognuno di noi è fatto a modo suo con il proprio carattere, che in qualunque caso non può essere modificato ma la soluzione migliore a tutto ciò è quella di trovare un punto comune a entrambi.

Cosa fare se non è possibile ri-stabilire il rapporto?

E se le cose continuano a non andare bene allora un buon consiglio è quello di rompere il rapporto.

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