27/02/2018

Come trovare una badante?

Non è sempre facile trovare la persona giusta per "entrare" in famiglia a occuparsi di un nostro caro.

Come trovare una badante? Ci sono varie alternative:

- le agenzie per badanti specializzate. Ne esistono di tutti i tipi. ovviamente ognuna ha i suoi pregi e difetti. Direi che la cosa più importante da vedere è se rispettono i requisiti di legge: contratto fatto alla badante secondo CCNL lavoro domestico (Datore di Lavoro è l'assistito solitamente)


- Gli annunci di lavoro su internet: non proporei a nessuno di mettersi in contatto con sconosciuti tramite internet
annunci per badanti


- i conoscenti : Può sembrare una buona soluzione a prima vista. Però ci si ritrova in situazioni paradossali perchè spesso le esigenze sono diverse tra due anziani.


Ci sono altri attori di cui non parliamo cui .... operatori pubblici, associazioni di volontariato, onlus ecc Non hanno molte risorse e quindi i servizi offerti sono abbastanza scadenti. Comunque per maggiori informazioni leggere qui.





Detrazione badante: spese detraibili e deducibili

La presentazione della dichiarazione dei redditi è l’appuntamento annuale fiscale più importante per i contribuenti.

Per questo motivo è necessaria un’accurata valutazione della propria posizione fiscale personale o del proprio nucleo familiare per verificare quando si è tenuti a presentare il Modello 730 con modalità disgiunta, o anche congiunta, nei casi previsti.

Fatti salvi, ovviamente, i casi di esonero, incorrere in sanzioni in caso di mancata presentazione della dichiarazione è tutt’altro che improbabile considerata la vastità di informazioni a cui l’Agenzia delle Entrate può accedere.

Tuttavia, presentare la dichiarazione, anche quando non vi si è tenuti, può rivelarsi vantaggioso per il contribuente, che potrà beneficiare delle detrazioni spettanti, di oneri deducibili o di crediti di imposta che, nella maggior parte dei casi, verranno riconosciuti direttamente in busta paga.


QUALI SONO LE PRINCIPALI SPESE DETRAIBILI E DEDUCIBILI?
• Spese mediche e spese veterinarie;
• Spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
• Oneri e contributi previdenziali e assistenziali; oneri contributi fondi integrativi servizio
sanitario nazionale, oneri contributi forme pensionistiche complementari e individuali se di
importo inferiore a 5.164,57 euro;
Spese Contributi Colf, Badanti, Baby sitter fino all’importo di 1.549,37 euro. Non è deducibile il contributo forfettario di 1.000 euro versato al fine di regolarizzazione lavoratori dipendenti
stranieri.
• Spese assistenza ai portatori di handicap;
• assegni periodici di mantenimento al coniuge separato o divorziato, ad esclusione degli assegni
periodici di mantenimento ai figli;
• Erogazioni liberali a favore di ONLUS, ONG, università ed enti di ricerca, istituti religiosi;
• Rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri.
Vi invitiamo a contattare il vostro CAF di fiducia per l’elenco completo e dettagliato delle spese detraibili e deducibili nonché per un’opportuna assistenza in merito alla documentazione da presentare.
detrazione spese addetti all'assistenza personale nel 730

DETRAZIONI FISCALI PER L'ASSISTENZA A PERSONA NON-AUTOSUFFICIENTE:

Le istruzioni alla compilazione della dichiarazione dei redditi riconoscono come detraibili le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Sono considerate non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana le persone che non sono in grado, per esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti. Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa.

Per poter fruire della detrazione, lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. La detrazione per le spese di assistenza non spetta, dunque, quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

Il contribuente può fruire della detrazione, fino a un importo massimo di 2.100 euro, solo se il reddito complessivo non supera i 40.000,00 euro. 

Si precisa che:

- se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nel caso in cui chi sostiene la spesa vuole fruire della detrazione, la fattura dovrà essere intestata a chi sostiene la spesa e vuole fruire della detrazione e nella fattura dovranno inoltre essere indicati anche gliestremi anagrafici e il codice fiscale del beneficiario della prestazione;

- se più familiari hanno sostenuto spese per assistere lo stessofamiliare, il limite massimo di 2.100,00 euro deve essere ripartitotra coloro che hanno sostenuto la spesa;

- la detrazione può spettare anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente non a carico.
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Dichiarazione dei redditi badanti: Limiti, Bonus Renzi ecc

Dichiarazione dei redditi badanti: quando è obbligatoria e perché conviene presentarla.

Come ogni altro lavoratore, anche i collaboratori domestici, (colf e badanti) italiani o stranieri, che prestano la propria attività in Italia, hanno l’obbligo di pagare le imposte.
Mentre per i lavoratori dipendenti di aziende è il titolare a trattenere l’imposta dovuta direttamente dalla busta paga, per i lavoratori domestici così non accade, poiché il loro datore di lavoro privato, non trattiene l’imposta, ma solo la quota di contributi da versare all’INPS per la pensione e per le altre prestazioni.

Il collaboratore domestico è quindi tenuto per legge a presentare la dichiarazione dei redditi,
mediante il modello “Redditi PF” oppure il “Modello 730 senza sostituto”, con cui sarà possibile calcolare l’imposta da pagare.
Detrazione contributi colf e badanti nel modello 730/2017: la guida completa
È bene precisare che l’obbligo per il collaboratore di presentare la dichiarazione scatta solo
quando la somma dei compensi ricevuti nell’arco dell’anno, anche da più datori di lavoro
privati, supera gli 8.000 euro.

Se il lavoratore domestico che produce un reddito superiore a 8.000,00 euro non presenta la
dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate, consultando i dati dell’INPS, facilmente può accorgersi della
situazione irregolare e liquidare l’imposta dovuta maggiorata di sanzioni che arrivano anche al doppio dell’imposta non versata.

Presentare la dichiarazione dei redditi non solo consente al lavoratore domestico di essere in regola con il fisco e al riparo da pesanti sanzioni, ma può essere anche un’opportunità interessante per
recuperare il cd. “Bonus Renzi”, che gli altri lavoratori percepiscono in busta paga nella misura
di 80 euro circa ogni mese e per usufruire delle detrazioni di imposta per familiari a carico.

L’imposta dovuta dal collaboratore può essere anche notevolmente ridotta se lo stesso presenta le spese mediche sostenute, le spese per l’istruzione scolastica dei figli, le spese dell’affitto o degli interessi del mutuo, e altre voci di spesa ancora, per cui si rimanda all’elenco fornito dai CAF.
Ciò premesso, invitiamo i collaboratori domestici a rivolgersi al proprio CAF di fiducia per ricevere
l’assistenza e le informazioni necessarie per la compilazione e la trasmissione della dichiarazione dei
redditi.

D.ssa Valentina Pini
Consulente del Lavoro

19/02/2018

Pensioni e lavoro in Italia - Quali previsioni per il nostro Futuro?




  1. 1. 13/02/18 - Pensioni e Lavoro ASE Soc Coop Pensioni e lavoro in Italia Quali previsioni per il nostro Futuro?
  2. 2. Quando si va in pensione? ● Dal 2019 l’età di pensionamento salirà a 67 anni per tutti ● tranne che per 15 categorie di lavori (...): 66 anni e 7 mesi di età per la prima e a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. ● Scatto biennale di età legato alla speranza di vita: +massimo di 3 mesi per ciascun adeguamento.
  3. 3. Pensioni in Italia: come vengono pagate? ● I contributi versati durante la sua vita lavorativa servono per pagare le pensioni correnti. ● Non bastando i contributi versati per pagare tutte le pensioni vigenti. Servono anche cospicui trasferimenti dello Stato.
  4. 4. Pensioni in Italia: come vengono pagate? ● Si sta effettuando il passaggio dal sistema previdenziale retributivo, fondato sostanzialmente in modo forte sullo scambio inter-generazionale, a quello contributivo.
  5. 5. Pensioni in Italia: Sistema Contributivo ● “Busta arancione”: L’informativa mandata dal 2016 si è resa necessaria con il passaggio al sistema contributivo, ● Questo sistema “scarica” sul lavoratore i“rischi” in precedenza assunti dall’ente previdenziale o dallo Stato sponsor: dal tasso di rivalutazione dei contributi (la media quinquennale del Pil nazionale) al peso prospettico dell’inflazione che erode pesantemente negli anni il valore dei contributi, alla longevità.
  6. 6. Pensioni in Italia: Sistema Contributivo ● il sistema retributivo prevedeva una pensione pari all’incirca al 70-80% dell’ultimo reddito, ● il sistema contributivo è molto variabile e difficilmente supera il 65-70%, per gli over50, ● mentre per i lavoratori più giovani il tasso di sostituzione (rapporto tra primo assegno pensionistico e ultimo stipendio) scende nettamente sotto il 50%.
  7. 7. Piramide delle età per l'Italia Le fasce di popolazione più numerose sono quelle degli italiani nati durante il boom demografico degli anni sessanta (detto “baby boom”). Nei prossimi 15 anni, questa fasce di popolazione arriverà in età pensionistico (67 anni circa), Considerando la speranza di vita attuale, si aspetta un aumento dei pensionati tra il 20% e il 40% nei prossimi 15 anni. Piramide delle età, ISTAT 2015 67 anni (fonte Istat, wikipedia)
  8. 8. Aumento della speranza di vita Dal 2006, il tasso di mortalità ha superato quello delle Nascite... … però la speranze di vita aumenta di 1 anno ogni 5 anni circa… ...se è lineare: - nel 2020, la speranza di vita sarà superiore di +4 anni - nel 2040, di +8 anni 2006 (fonte Istat)
  9. 9. Saldo migratorio Contrariamente a quanto a volte viene detto sul declino demografico nazionale, la popolazione in Italia non si sta riducendo grazie al saldo migratorio, la popolazione aumenta. Dati Istat: La linea blu indica il totale della popolazione residente, la linea rossa i residenti con cittadinanza italiana
  10. 10. Andare prima con APE ? (Anticipo finanziario a garanzia PEnsionistica) INPS: “In via sperimentale, dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (…) in possesso dei prescritti requisiti, possono chiedere (...) l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE) da restituire in venti anni mediante trattenute mensili su pensione.” Requisiti Anagrafici ● Età minima di 63 anni; ● Età che consenta la maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; ● Età che consenta la maturazione del requisito anagrafico non prima di sei mesi. Requisiti Contributivi e di Importo di pensione ● Anzianità contributiva non inferiore a venti anni, utile per conseguire la pensione di vecchiaia;
  11. 11. APE : esempio di calcolo Con pensione lorda di 1500€: puoi chiedere da 190 a 900 €/mese di APE Ho scelto valore di 656€ come simulazione... Fonte simulazione: https://www.inps.it/
  12. 12. APE : Erogazione per 3 anni di anticipo Erogazioni su 3 anni => 656 € /mese ---- TOTALE 41600 € di prestito
  13. 13. APE : rimborso con i tassi attuali Ammortamento su 20 anni => 226€/mese ------ Totale 54.250 € di cui 13.240 € di interessi (+32%)
  14. 14. Lavoro : una definizione È un servizio utile che si rende alla società, e prevede la concessione sistematica al pubblico di un bene in cambio di un altro, in forma di compenso non sempre monetario. Nel mondo moderno l'attività lavorativa viene esplicata con l'esercizio di un mestiere o di una professione e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi. (fonte Wikipedia)
  15. 15. Il lavoro secondo la Costituzione repubblicana « L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. » L'art. 36 sancisce il diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
  16. 16. Le varie forme di lavoro ● il lavoro subordinato ● il part time (artt. 46 e 85 comma 2 del decreto n. 276) ● la somministrazione di lavoro (artt. 20-28) ● il lavoro intermittente (artt. 33-40) ● il lavoro ripartito (artt. 41-45) ● il contratto di inserimento ● il contratto a progetto (art. 69) forma particolare della Collaborazione coordinata e continuativa ● Il lavoro accessorio ● associazione in partecipazione ● socio lavoratore presso una cooperativa ● lavoro e formazione congiunta: stage, tirocinio, praticantato, apprendistato ● amministratore (operativo) di società ● Lavoro autonomo, freelance...
  17. 17. La disoccupazione ● Istat: la disoccupazione dei giovani risale al 40,1% nel 2017 ● Ma, al netto demografia, l’occupazione giovani cresce : +8 mila occupati nel 2016 (in effetti a dicembre 2016 la performance occupazionale delle persone di 15-34 anni risulta positiva (+27 mila occupati stimati) e la variazione negativa osservata tra gli occupati (-19 mila) risulta interamente determinata dal calo della popolazione in questa classe di età. fonte:sole24ore)
  18. 18. Nuove forme occupazionali Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ha realizzato a marzo 2015 lo studio “New forms of employment” (Publications Office of the European Union, Luxembourg). Ad esempio: In Italia esiste già il job sharing, in base al quale due lavoratori condividono un'unica attività lavorativa, mentre in Europa, principalmente in Belgio e Germania, si sta sviluppando una forma di codatorialità, l'employee sharing, in cui un singolo lavoratore è assunto da più datori di lavoro in vista di uno specifico obiettivo comune.
  19. 19. Jobs Act Lavoro autonomo Con legge n. 81 del 22/05/017, entrata in vigore dal 14 giugno 2017 e detta anche "Jobs Act" del lavoro autonomo, sono state riscritte e riunite in un unico testo normativo le misure di tutela e i diritti di lavoratori autonomi, professionisti, lavoratori con partita Iva e collaboratori La legge prevede che presso i Centri per l'Impiego pubblici sia attivato uno sportello appositamente dedicato al lavoro autonomo, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta, mentre presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sarà costituito un tavolo tecnico permanente sul lavoro autonomo. Freelance

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