27/02/2018

Dichiarazione dei redditi badanti: Limiti, Bonus Renzi ecc

Dichiarazione dei redditi badanti: quando è obbligatoria e perché conviene presentarla.

Come ogni altro lavoratore, anche i collaboratori domestici, (colf e badanti) italiani o stranieri, che prestano la propria attività in Italia, hanno l’obbligo di pagare le imposte.
Mentre per i lavoratori dipendenti di aziende è il titolare a trattenere l’imposta dovuta direttamente dalla busta paga, per i lavoratori domestici così non accade, poiché il loro datore di lavoro privato, non trattiene l’imposta, ma solo la quota di contributi da versare all’INPS per la pensione e per le altre prestazioni.

Il collaboratore domestico è quindi tenuto per legge a presentare la dichiarazione dei redditi,
mediante il modello “Redditi PF” oppure il “Modello 730 senza sostituto”, con cui sarà possibile calcolare l’imposta da pagare.
Detrazione contributi colf e badanti nel modello 730/2017: la guida completa
È bene precisare che l’obbligo per il collaboratore di presentare la dichiarazione scatta solo
quando la somma dei compensi ricevuti nell’arco dell’anno, anche da più datori di lavoro
privati, supera gli 8.000 euro.

Se il lavoratore domestico che produce un reddito superiore a 8.000,00 euro non presenta la
dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate, consultando i dati dell’INPS, facilmente può accorgersi della
situazione irregolare e liquidare l’imposta dovuta maggiorata di sanzioni che arrivano anche al doppio dell’imposta non versata.

Presentare la dichiarazione dei redditi non solo consente al lavoratore domestico di essere in regola con il fisco e al riparo da pesanti sanzioni, ma può essere anche un’opportunità interessante per
recuperare il cd. “Bonus Renzi”, che gli altri lavoratori percepiscono in busta paga nella misura
di 80 euro circa ogni mese e per usufruire delle detrazioni di imposta per familiari a carico.

L’imposta dovuta dal collaboratore può essere anche notevolmente ridotta se lo stesso presenta le spese mediche sostenute, le spese per l’istruzione scolastica dei figli, le spese dell’affitto o degli interessi del mutuo, e altre voci di spesa ancora, per cui si rimanda all’elenco fornito dai CAF.
Ciò premesso, invitiamo i collaboratori domestici a rivolgersi al proprio CAF di fiducia per ricevere
l’assistenza e le informazioni necessarie per la compilazione e la trasmissione della dichiarazione dei
redditi.

D.ssa Valentina Pini
Consulente del Lavoro

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